Armonia, Contrappunto

In questa pagina si trattano varie questioni relative all’armonia e al contrappunto.  canon_bwv_1076

triadi – un riepilogo utile per l’ear training

settime – un riepilogo utile per l’ear training

Armonizzare una melodia

Definizione di Armonia e Contrappunto

Alcune nozioni fondamentali di Basso Continuo

JS Bach [Inventio 1 con analisi]

JS Bach bwv-1076-canon-triplex-a-6

JS Bach bach-canone-cancrizzante dall’Offerta Musicale BWV 1079 [breve analisi]

contrappunto multiplo

 

Che cosa sono l’armonia ed il contrappunto?
Il contrappunto “scolastico” è una pura astrazione del Fux (intorno al 1700) e la sua distinzione in Specie arriva fino a noi: lo studio tecnico-compositivo che facciamo oggi è esattamente come quello intrapreso da Mozart.
Il contrappunto è una TECNICA che si applica a diversi linguaggi musicali, la cui caratteristica è quella di differenziare a livello di articolazione lineare le diverse “voci”; le parti devono possibilmente procedere per moto contrario.
L’armonia è TECNICA E LINGUAGGIO: è un vero e proprio SISTEMA, che nessuno ha inventato (una definizione che ricorda molto da vicino il De Saussure del Corso di Linguistica Generale). La sistematicità propria dell’armonia risiede nelle FUNZIONI esplicate dagli accordi.

ARMONIA E CONTRAPPUNTO sono due punti di vista diversi.
Una linearità melodica contiene in sé una verticalità armonica implicita. Nell’ambito analitico-pratico non bisogna mai accontentarsi di una sola spiegazione: le diverse figurazioni ritmiche, il tactus etc. sono aspetti spesso trascurati dalla manualistica. Il metodo di studio proposto trecento anni or sono dal Fux è utile nella sua astrazione in quanto è esercizio che “costringe” entro determinati confini e si basa su una proporzionalità aritmetica dei valori.

Volendo lo scolaro incamminarsi per buona via e diventare buon contrappuntista, fatto il suo contrappunto veda se sia cantabile e proceda con debita maniera…perché le difficoltà, col strano procedere ne’ canti, in luogo di melodia e diletto, generano tedio, molestia o dispiacere, delle cui cose la musica ne debba esser lontana al possibile. Per questo ho detto che venga se sia cantabile stante che, cantandolo egli stesso, ne farà buon scandaglio col giudizio.

(Zacconi – Prattica di Musica, Venezia, 1592)

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